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Avevo pensato di raccontare questa storia in un solo post ma, vista l’importanza e la lunghezza del racconto, ho pensato di dividerla in più parti, perciò armatevi di pazienza e mettetevi comodi!

Una mattina mentre ero intento a fare una ricerca molto importante per una nuova idea…ok lo ammetto, stavo cazzeggiando su Facebook e mi trovai di fronte una pagina che recitava così “Se sei un giovane designer rispondi con : Yep!”.
Yep La cosa mi incuriosì molto e decisi di approfondire, in pratica era un concorso per designers che avessero già degli articoli in produzione e il premio consisteva nella possibilità di esporli durante una manifestazione che si sarebbe tenuta da lì a pochi mesi.

Decisi di scrivere “Yep!” anche io e dopo qualche giorno mi chiesero di mostrare loro qualche oggetto per poter partecipare alla fase di selezione. La verità era che io avevo tra le mani solo un prototipo della lavagnetta Wall verniciato da me con un bomboletta…C’era poi quell’azienda che stava producendo Lello il portaombrello  e le cornici ZoO, così pensai di chiamare loro per farmi dare alcuni pezzi. Ero arrivato a tre prodotti, ma dovevo fare un po’ di più se volevo convincerli e così dissi che sulla base delle scrivanie in cartone avrei potuto realizzare almeno una scrivania, una sedia e una poltrona in cartone. Passarono alcuni giorni e alla fine mi confermarono che avrei avuto a disposizione uno stand di 3×2 metri e che avrei dovuto provvedere a tutto l’allestimento…bene! Non mi rimaneva che mettermi a lavoro, per prima cosa dovevo chiamare l’azienda per farmi dare il portaombrelli e le cornici, ma dopo un giro di telefonate venni a sapere che l’azienda aveva chiuso e che gli era rimasto solo un portaombrelli! Dopo i primi minuti di panico chiesi loro di darmi il portamobrelli e di farmi in qualche modo delle cornici, la risposta fu positiva però quando andai a ritirare gli oggetti mi dissero che non potevano verniciare le cornici e così me le diedero grezze e avrei dovuto provvedere io a verniciarle. Come prima esperienza di organizzazione di un’esposizione non era iniziata affatto male, praticamente dovevo solo progettare una sedia, una scrivania, una poltrona in cartone e pensare a come allestire lo stand senza svenarmi. Tanto per complicarmi un po’ la vita decisi di aggiungere altri prodotti e così tirai fuori due progetti che mi sarebbe piaciuto veder realizzati: il servo muto Ambrogio e il portachiavi da parete Icon.

Lampada Grazia

Il primo prototipo di Grazia

Già che c’ero iniziai anche a pensare che stavo portando molti oggetti piccoli e che potevo avere bisogno di un elemento che desse un po’ di verticalità e così decisi di progettare una lampada. Mi avevano sempre affascinato gli stick neon, quei neon che sembrano spade luminose che si trovano nei centri commerciali di bricolage, ma non ne avevo mai capito fino in fondo l’utilità. Durante i miei giri per trovare qualcuno che mi realizzasse Ambrogio feci il primo incontro con il mondo del polistirolo e mi spiegarono che una volta resinato diventava resistente e poteva essere verniciato a pennello. Dopo aver visto le lavorazioni possibili tornai a casa e decisi che la mia lampada doveva essere in polistirolo e la luce doveva essere lo stick neon. E così nel giro di qualche giorno avevo tre ipotesi di lampada, mi piacevano tutte e tre ma potevo realizzarne solo una e così inviai le 3 immagini a diverse persone per chiedere un parere e nel nominare il files li chiamai “Grazia, Graziella e grazie al…” strano a credersi ma la lampada Grazia è nata realmente così, e per un puro colpo di fortuna la scelta non ricadde sulla lampada con il nome meno opportuno!

Iniziai poi a pensare a pensare di fare delle shopper da regalare per fare un po’ di pubblicità e con l’aiuto di Pasquale, un mio amico grafico, nel giro di qualche giorno erano pronte le grafiche per la borsa e per i flyers. Più passavano i giorni e più aumentavano le idee, ricordo che c’erano mille cose da fare ma avevo un entusiasmo che mi faceva sembrare che fossero tutte sciocchezze e passare da un problema all’altro era un piacere, perchè ad ogni passo avanti aumentava la soddisfazione di riuscire ad affrontare una situazione nuova con i relativi imprevisti.

Ma il resto della storia ve lo racconterò nel prossimo post ma vi posso anticipare che non mancheranno colpi di scena e nuove apparizioni!


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